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mercoledì 2 febbraio 2011

i diritti naturali di bimbi e bimbe in pillole!

eh lo so, pensavate che avessimo chiuso il capitolo dei diritti naturali di bimbi e bimbe. e invece no.

ovviamente la sfida educativa continua ogni giorno, allora ho pensato di rileggere tutti i dieci diritti e farne una sintesi iper-concentrata, di elencare qui le cose più importanti che non voglio mai dimenticare:

garantire il contatto e la scoperta della natura – che sia il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo o il paesaggio che ammiriamo. diamo a noi stessi e ai nostri cuccioli la possibilità di vivere a contatto con la natura. inventandoci modi creativi per portare la natura in città quando non è possibile immergerci nel verde. se maometto non va alla montagna, la montagna va a maometto, insomma.

diritto all’improvvisazione – ci sono momenti organizzati, appuntamenti ai quali non arrivare in ritardo, regole da seguire, autobus da non perdere… ma, quando possibile, dimentichiamoci dell’orologio! ritagliamoci spazi e momenti in cui sciogliere le briglie della fantasia per inventare giochi nuovi, per trasformare un tavolo in una capanna, per scalare una roccia fingendo che sia l’everest, per sdraiarsi sull’erba a guardare le stelle… o a schiacciare un pisolino, perché no?!

educazione sensoriale – abbiamo cinque sensi, educhiamoci ed educhiamoli a “guardare” il mondo attraverso tutti i canali a nostra disposizione!

educazione alle differenze – la differenza spiazza e a volte spaventa, ed è normale. insegniamo ai nostri bimbi a non aver paura di ciò che è diverso ma ad accoglierlo con gioia, a non fuggire da ciò che sembra strano ma a scoprirlo con curiosità. saranno persone flessibili, sensibili e sicuramente ricche dentro.

imageimmagine tratta dal web

ecco, l’ho scritto qui perché verba volant, scripta manent… queste sono le cose che non voglio dimenticare mai.

nemmeno quando sarò stanca e stufa,

nemmeno quando i doveri sembreranno schiacciare i diritti,

nemmeno quando sarà difficile (perché so che lo sarà…).

quindi, metto questo post-it virtuale nella mia valigia per portarlo sempre con me!

ringrazio ancora piccolalory per averci invitato a riflettere su questi diritti e vi “preannuncio” che questa iniziativa mi ha messo un grillo nella testa (o forse due!) che spero si concretizzerà presto qui sul blog.

siete curiose? be’ allora… non cambiate canale!

a presto,

linda

martedì 25 gennaio 2011

I diritti naturali di bimbi e bimbe: IL DIRITTO ALLE SFUMATURE

Siamo già arrivati all’ultimo appuntamento con l’iniziativa di Piccolalory.

Di quanto siamo fortunati ad avere tanta natura a “portata di mano” vi ho già parlato qui. Non voglio rigirare il dito nella piaga quindi oggi non parlerò delle incredibili sfumature che ci regala la natura. Vi lascio solo questo arcobaleno di sfumature, per gentile concessione di madre natura ;-)

Oggi qui voglio dare alle sfumature un altro significato…

Sarà questione di carattere, sarà questione di educazione, sarà un bagaglio che mi sono costruita con i miei studi e la mia professione ma una cosa che non sopporto è vedere la vita in bianco o nero: pensare e parlare solo per contrasti.

o è bianco, o è nero.
o è giusto, o è sbagliato.
o è destra, o è sinistra.
o è corretto, o è scorretto.
o è vero, o è falso.
o è uguale, o è diverso.
o è a favore, o è contro…

In un’epoca di slogan, di battibecchi televisivi e di tele-sondaggi è facilissimo cedere alla tentazione dell’ aut aut. E invece no. È proprio madre natura che ci propone una quantità innumerevole di sfumature da vedere, sentire, toccare, gustare, annusare. 

Pensate se non ci fossero le sfumature: quanti particolari ci perderemmo? Provate a dipingere un tramonto avendo solo due colori a disposizione o a comporre una melodia con sole due note! Il risultato non sarebbe un granché, non vi pare?

Io sono una sostenitrice accanita delle sfaccettature e delle sfumature: sono convinta che una medaglia non ha soltanto due facce, ma può essere guardata da innumerevoli punti di vista diversi.

La logica dell’aut aut è riduttiva e limitante. Accogliere le sfumature, invece, significa valorizzare le differenze e coglierne la ricchezza.

Accogliere le sfumature significa privilegiare l’incontro ed evitare lo scontro.
Accogliere le sfumature significa includere e non escludere il diverso.
Accogliere le sfumature significa rinunciare a mettere un muro tra qui e là, tra noi e voi ma lasciare la porta aperta!

Ogni giorno ci passano sotto gli occhi miliardi di sfumature: gente di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. Uomini, donne, bambini e anziani. gente solare e gente musona. Varie lingue e provenienze. Idee politiche diverse, credo religiosi diversi… 

A noi la scelta: vogliamo per i nostri bimbi un mondo in bianco o nero o un mondo a colori?

Oggi non voglio proporre idee pratiche (anche perchè il post è già abbastanza lungo). Credo che la cosa principale per garantire a mia figlia questo diritto sia il “buon esempio”; quindi spero di avere sempre la voglia, la pazienza, la curiosità e la capacità di vedere e accogliere ogni tipo di sfumatura… anche quando costa fatica. 

Come promemoria, per me stessa e per chi vorrà leggere, lascio queste parole dello scrittore martinicano Edouard Glissant:

“Io rivendico il diritto all’opacità. La troppa definizione, la trasparenza portano all’apartheid: di qua i neri, di là i bianchi. «Non ci capiamo», si dice, e allora viviamo separati. No, dico io, non ci capiamo completamente, ma possiamo convivere. L’opacità non è un muro, lascia sempre filtrare qualcosa. Un amico mi ha detto recentemente che il diritto all’opacità dovrebbe essere inserito tra i diritti dell’uomo” (neretto mio, tratto da un articolo di marco aime, per leggerlo integralmente clicca qui)


L’iniziativa di Piccolalory sfuma qui, ma continuerà a riflettersi nelle nostre vite giorno per giorno, o almeno questo è quello che mi/vi auguro!

mercoledì 19 gennaio 2011

i diritti naturali di bimbi e bimbe: IL DIRITTO AL SILENZIO

~questo post partecipa all’iniziativa di piccolalory~

pensavate che questa volta avessi deciso di tacere come emblema del diritto di bimbi e bimbe al SILENZIO? e invece no… è solo che ieri sono stata ospite della city meneghina per lavoro, ieri sera il pc è stato assediato dal marito mentre io assediavo a suon di ronfate il divano, fatto sta che la giornata è finita senza post. ma a casa di piccolalory c’è sempre la porta aperta, anche per i ritardatari, quindi eccomi qua. con la mia idea di silenzio e di diritto al silenzio.

tutti, mamme comprese ;-), hanno diritto ad avere dei momenti di quiete, e tranquillità per riposare le orecchie e la mente; di conseguenza tutti abbiamo la necessità di ritagliarci degli spazi e dei momenti di relax uditivo, con la tv spenta, il telefono staccato eccetera…

lo stesso vale per i nostri bimbi: abituiamoli a non avere la tv come sottofondo, specie nei momenti di riposo e nei momenti conviviali (quanto odio la televisione durante i pasti…), il rischio è quello di farci l’abitudine, senza nemmeno rendersene conto!

{come sapete non sono una che vede solo bianco o nero, non intendo puntare il dito in generale contro la televisione, che se ben utilizzata può essere anche un mezzo educativo, ma contro certe cattive abitudini!}

inoltre, il silenzio secondo me è la condizione imprescindibile per educare i nostri bimbi all’ascolto.

credete sia un controsenso parlare dei suoni che ci circondano oggi che il tema è il diritto al silenzio? forse. ma personalmente credo che il silenzio assoluto non possiamo “sentirlo” perché, come minimo, ci saranno il suono del nostro respiro e del nostro cuore a farci compagnia! il punto è educarci ad ascoltare i suoni che ci circondano, a scegliere quali sentire e di quali fare a meno, anziché essere ascoltatori passivi di un insieme di rumori di sottofondo! quindi ecco perché il diritto al silenzio, secondo me, va di pari passo con il diritto all’ascolto consapevole ;-)

quante volte sentiamo i rumori senza ascoltarli davvero? quanti suoni meravigliosi ci lasciamo scivolare addosso senza nemmeno notarli? come direbbe mia mamma… “entrano da un orecchio, escono dall’altro”, senza lasciare traccia!

i nostri bimbi hanno il diritto di sentire, percepire, riconoscere e godere dei suoni.

ci sono i suoni della natura: il cinguettio degli uccelli, il fruscio delle foglie, il sibilo del vento, il ticchettio della pioggia, il ronzio delle mosche… e tanti altri.

poi ci sono i suoni della casa, i suoni che possiamo produrre con il nostro corpo, la musica eccetera…

ma veniamo alla pratica. i suoni ci raccontano delle storie, se solo le sappiamo ascoltare. con i suoni possiamo costruire infiniti racconti e giochi con e per i nostri piccoli. come? ecco alcuni spunti:

ecco una canzone tratta dall’ultima edizione dello zecchino d’oro. possiamo divertirci con i bimbi ad ascoltarla, cantarla, imitarne i suoni e poi possiamo ascoltare la nostra casa e comporre la nostra personale canzone dei rumori!

ecco la mia frase preferita:

“…ascolta col tuo cuore il suono del rumore, impari ad ascoltare il nascere di un fiore, impari ad ascoltare chi voce non ne ha, tu prendilo per mano e ti sorriderà…”

 

di seguito due link adatti a bambini più grandicelli…

qui trovate un interessante programma da scaricare per giocare con i suoni!

qui invece potete scaricare un file che contiene tanti ottimi spunti… date un’occhiata!

alla prossima… tic-toc-badabum-splash-frrrrrrrr-croc-squishhhh-smack!

linda

martedì 11 gennaio 2011

i diritti naturali di bimbi e bimbe: IL DIRITTO AL SELVAGGIO

{questo post partecipa all’iniziativa di piccolalory}

“IL DIRITTO AL SELVAGGIO: a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi.”

lo dico subito: stavolta ho l’asso nella manica. farò invidia a tutti quelli che abitano in città. non ve la prendete, ok?

io abito in un piccolo paese che se ne sta tranquillamente adagiato sul fondo delle ridente (ok non esageriamo!) valtellina… se guardo dalla finestra vedo le montagne bianche, gialle o verdi a seconda della stagione.

già questo vi fa invidia? ops… allora lasciate leggere chi è un po’ meno debole di cuore, che non vi voglio avervi sulla coscienza ;-)

dicevo, dalla finestra vedo le montagne, le mie montagne. a mezza montagna, nascosti tra i boschi ci sono dei vecchi maggenghi, un tempo utilizzati per il pascolo del bestiame durante le “mezze stagioni”. oggi (forse perché… non ci sono più le mezze stagioni?!) sono sparite le mucche, sono rimaste le baite, i sentieri, i prati, le fontane, i boschi… e lì è rimasto un pezzettino del mio cuore.

ci passavo le estati (be’ ce le passo tuttora, a dire il vero) e probabilmente ce le passerà anche noemi.

non c’è la corrente elettrica, quindi niente tv, niente pc, una volta nemmeno il telefono (oggi anche i cellulari sono riusciti ad arrampicarsi fin lì, ma vabbè!) la luce viene dall’energia prodotta dal sole, ma basta qualche giorno di pioggia e… si deve ricorrere a torce e candele.

non c’è la lavatrice, quindi “la maglietta si mette anche domani, anche se è sporca!”

la strada è sterrata e il traffico relativamente scarso. i bambini possono gironzolare liberamente, quasi senza preoccupazione per macchine o moto. si possono fare passeggiate corte o lunghe, escursioni facili o impegnative secondo i gusti e le doti fisiche ;-)

ci sono le cavallette da catturare nei prati.

ci sono boschi da “esplorare”

ci sono alberi su cui arrampicarsi.

rami e fiori da raccogliere.

fontane dove giocare (con buona pace della nonna e del suo “non bagnarti che ti ammali”)

c’è il buio, il buio pesto che altrove non è così scontato “vedere”.

ci sono le stelle.

e poi c’è il prato, la coperta e le stelle cadenti da non perdere.

lì succedono anche dei miracoli: le porte sono sempre aperte, la caffettiera sempre sul fornello pronta per gli ospiti. il tempo è più rilassato, dilatato.

i bambini si rincorrono, giocano, costruiscono fionde, gridano, ridono, litigano. e se tirano alla palla un po’ più in là… poi devono correre a perdifiato se non vogliono che sia persa per sempre!

gli adulti giocano a carte, chiacchierano, si godono il sole, invitano amici, mangiano e bevono ;-)

tutte queste cose le ho vissute da bambina e mi sono rimaste dentro (si nota?!) mi auguro che anche per mia figlia sia lo stesso.

image la strada

image  le baite

image  tramonto

image  il panorama (sulla sinistra si intravvede il lago di como)

FONTE IMMAGINI: le foto sono tratte dal gruppo “osiccio” su facebbok

parliamoci chiaro, i nostri nonni che passavano qui l’estate tanti anni fa non ne erano così contenti e sicuramente non avevano le comodità che abbiamo noi oggi. le baite che negli anni sono state ristrutturate oggi hanno l’acqua calda corrente, il bagno, la doccia… non sono così ingenua da pensare che passare qualche settimana di vacanza lì oggi sia come fare un viaggio indietro nel tempo, ma sicuramente è una delle esperienze più selvagge che posso garantire a mia figlia!

non ho detto il nome di questa località perché in realtà non è importante: qui ogni paese ha il suo maggengo che ovviamente è di gran lunga più bello di tutti gli altri,  è questione di feeling, di ricordi e di emozioni.

cliccate qui se volete leggere un bel racconto, in parole ed immagini, di una gita da queste parti.

in ogni caso possiamo lasciare che i nostri bimbi liberino il selvaggio che è in loro (scommetto che non faranno fatica) anche a casa, come sempre con buona pace della nostra idea di casa ordinata e pulita… ecco la mia selvaggissima figlia mentre sbrana una banana!

p.s. ovviamente se volete venire a trovarci… sarete i benvenuti!

alla prossima puntata,

linda

mercoledì 5 gennaio 2011

i diritti naturali di bimbi e bimbe: IL DIRITTO ALLA STRADA

~questo post partecipa all’iniziativa di piccolalory~

“IL DIRITTO ALLA STRADA: a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade"

da bambina potevo scorrazzare nella strada ancora sterrata che passava vicino a casa mia. oggi quella stradina non c’è più! e vi assicuro che non sono passati 50 anni… le cose cambiano in fretta, le nostre città e i nostri paesi si trasformano.

non sono una nostalgica, credo che quando le cose cambiano ci sono aspetti che migliorano e altri che peggiorano, punto.

odio le frasi che cominciano con “ah, ai miei tempi…” oppure “una volta…” con annesso sospiro rassegnato e occhi più o meno “rimproveranti”. ogni cosa -e così ogni epoca- ha aspetti positivi e negativi. la memoria è un meccanismo selettivo (questa non è una mia idea ma l’ho studiato, eh!) che tende a cancellare alcuni elementi per far posto ad altri. tra un ricordo buono e uno cattivo, voi quale scegliereste di cancellare?!

vabbe’, la sto prendendo un po’ larga? don’t worry, tanto poi le strade portano tutte a roma… ;-)

comunque, diamo per assodato che strade, piazze, vie e viuzze delle nostre città non sono quelle di un tempo. cosa possiamo fare?

noi abitiamo in un paesino di circa 3000 anime, non abbiamo le difficoltà che ci sono in città ma anche qui non possiamo (più) scendere liberamente per strada e correre dietro al pallone! quindi non ci resta che risolvere creativamente il problema. ecco quel che mi viene in mente, come al solito colgo questa occasione per appuntarmi qualche idea per garantire a noemi questo diritto oggi e negli anni a venire…

1) ci sono posti adatti a camminare, correre, saltare come il parco, la zona a traffico limitato o qualche strada di campagna. allora, cerchiamo di andarci ogni volta che è possibile! a piedi, in bici, con i pattini ai piedi… quando c’è il sole, ma anche quando piove per schizzare l’acqua delle pozzanghere ;-)

2) rispolveriamo o impariamo i giochi di strada e cerchiamo un luogo adatto per metterli in pratica. molti giochi in realtà non devono necessariamente essere fatti all’aperto, sono comunque un’ottima alternativa alla tv e ai videogiochi anche senza uscire in strada! qui ne trovate una raccolta

3) ho detto prima che i cambiamenti avvengono, portando con loro vantaggi e svantaggi. le città si adeguano alla popolazione che cambia, noi siamo chiamati ad adeguarci alla città che cambia. è giusto ritagliarsi degli spazi senza traffico ma è inevitabile che ogni giorno i nostri bimbi si trovino ad avere a che fare con macchine, semafori, marciapiedi, autobus & co. occorre che fin da piccolissimi siano educati a stare in strada, attenzione e prudenza non sono mai troppe! a suo tempo la scuola farà la sua parte, ma noi genitori possiamo (o dobbiamo!) avvicinare i nostri figli alle prime nozioni di educazione stradale. ovviamente la parola d’ordine è fantasia&creatività: si possono costruire memory e tombole sui segnali stradali (qui un esempio in inglese, ma facilmente realizzabile anche in italiano); si può realizzare un tappeto-gioco che riproduca una città con strade, incroci e semafori dove poter guidare le macchinine (guardate qui che meraviglia). per i più grandicelli si trovano anche interessanti risorse online (per esempio qui). come sempre… fantasia e creatività sono nostre alleate preziose e il web ci dà una mano!

4) infine, oggi le strade sono molte e i mezzi per percorrerle (fisicamente o virtualmente) sono svariati… educhiamo i nostri bimbi ad esplorare le strade del mondo, a viaggiare con curiosità e rispetto per gli altri! (lo so non c’entra moltissimo ma è deformazione professionale, ehm…)

caspoggio5 ecco una viaggiatrice in erba, stanchissima dopo una delle sue prime “esplorazioni”! le auguro di esplorare tutte le strade che la vita le metterà davanti…

linda

martedì 28 dicembre 2010

i diritti naturali di bimbi e bimbe: IL DIRITTO A UN BUON INIZIO

~questo post partecipa all’iniziativa di piccolalory~

“IL DIRITTO A UN BUON INIZIO:  mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura”

l’inizio… sembra ieri! e invece sono già passati quasi 14 mesi. sarà stato un buon inizio? io lo spero e ce la metterò tutta perché sia anche un buon proseguimento!

RESPIRARE BENE ~ diciamo che rispetto a molti altri abbiamo la fortuna di vivere a pochi passi dalle montagne, dove l’aria non è pulitissima (no, nemmeno qui!) ma sicuramente accettabile.

BERE BENE ~ a casa nostra di beve l’acqua del rubinetto, anche noemi ha sempre bevuto quella. all’inizio la bollivo, su consiglio della pediatra, solo per precauzione, ora non più…

MANGIARE BENE ~ per quanto riguarda il cibo, normalmente cerchiamo di mangiare in modo vario e sano. come ogni altra abitudine, anche quella alimentare si “impara”. noi genitori siamo d’esempio ai nostri figli: da noi imparano a parlare, a comunicare, ad ascoltare e… a mangiare!

questo non significa che non ci si possa concedere qualche fuoriprogramma o qualche “strappo alla regola”, ma sono convinta che le patatine fritte sembrino ancora più appetitose se non si mangiano per abitudine ma se sono un “evento speciale”!

mi ricordo che da piccola patatine, popcorn&coca cola a casa mia non c’erano mai, erano riservate alle feste di compleanno o simili, ma che gioia quando finalmente se ne poteva fare una scorpacciata!

un altro ricordo piacevole della mia infanzia erano le, assolutamente straordinarie, cene davanti alla tv. succedeva di rado, solitamente quando capitava che mio padre non c’era e allora la cena “di sole donne” si trasformava in “toast & tv” ;-)

sono grata ai miei genitori che mi hanno insegnato a mangiare bene e mi hanno fatto gustare anche dei saltuari “fuoriprogramma”, chiaramente poi ognuno sviluppa i propri gusti, le proprie preferenze e anche le “antipatie” culinarie (io non sopporto cavoli, broccoli & co.) ma ciò che più conta a mio avviso è l’atteggiamento!

e allora?! come al solito approfitto per mettere nero su bianco un piccolo promemoria:

- proporre cibi di stagione, magari locali. cercando di rendere il nostro menù vario e sano!

- aiutare i bambini a sperimentare, assaggiare, “fare amicizia” con i cibi nuovi.

- in ogni caso rispettare i gusti dei bimbi, senza forzarli (che tanto se “non mi piace!” nemmeno un cric potrebbe far aprire loro la bocca!)

- per i palati più “difficili” usare la creatività anche in cucina, per proporre anche i cibi meno “attraenti”. potete prendere spunto qui e sul blog della brava rosemary.

i nostri figli guardano cosa e come mangiamo (o beviamo)… e imparano! ricordiamocene!

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photo credits: 1. Pasta, 2. Pesce fresco..., 3. Insalata di Riso Light!, 4. hard mix, 5. Pannocchia Soldout, 6. legumi, 7. insalata "piccantina" alla rucola e zenzero, 8. pane, 9. Kiwy II, 10. Fetta d'arancia.....Orange slice, 11. uovo - prima, 12. Carote 1

linda

mercoledì 22 dicembre 2010

i diritti naturali di bimbi e bimbe: DIRITTO ALL’USO DELLE MANI

“guardare e non toccare è una cosa da imparare!” quanto volte me l’hanno ripetuto da piccola?

e invece io dico: “guardare E toccare è una cosa PER imparare!”

l’ho già detto e lo ribadisco, abbiamo 5 sensi e dobbiamo educarli tutti per imparare di più e imparare meglio.

certo ci sono centinaia di cose che un bimbo, specie se piccolo, non dovrebbe toccare: coltelli, telecomandi, bicchieri di vetro, biglie, monetine, forbici… ma sta a noi: possiamo creare un mondo a misura di bimbo o passare la giornata ad ammonire e sgridare “non toccare qua”, “lascia stare là”.

le mie personalissime “regole all’uso delle mani” ora che noemi ha poco più di un anno sono:

- pochi “no” decisi per quelle cose che non si possono assolutamente toccare (stufa, forno, prese della corrente)

- per tutto il resto basta “spostare ai piani alti” oggetti fragili, piccoli o pericolosi

- se qualcosa –com’è normale che accada- arriva nelle manine sbagliate… spiego con fermezza e dolcezza che non si tocca e perché. l’istinto mi farebbe balzare in piedi, gridare “NOOOO!” e strappare dalle manine della piccola quel vaso di cristallo pregiato, ma a cosa servirebbe? nel nostro caso solo a mortificare la bimba, magari a farla spaventare oppure a farle sembrare il tutto un bel gioco!

a tredici mesi, noi stiamo ancora imparando ad usare le manine, non siamo ancora al livello di usare chiodi&martello, né le forbici… ma ci stiamo allenando. come?

toccando, grattando, strofinando… spesso noemi “ruba” dalla cucina la grattugia (quella per il formaggio o le carote, per intenderci). la sua passione è passarci sopra le dita! all’inizio gliela toglievo perché “ti fai male!” poi ho realizzato che noemi è in grado da sola di capire se una cosa le fa male o le provoca fastidio. se vuole giocare con la grattugia, faccia pure… e infatti ogni volta che devo grattugiare carote o parmigiano devo andare alla ricerca dell’utensile perduto ;-)

un’idea per bimbi piccoli è il “libro tattile” che si può benissimo costruire in casa. un esempio QUI.

ma toccare non è l’unico modo per allenare piccole mani che vogliono scoprire il mondo, che ne dite di una bella canzoncina? ovviamente dovrete sbizzarrirvi ad inventare anche i gesti, se no che allenamento è?! si tratta di una canzone di uno zecchino d’oro di qualche anno fa, l’ho ripescata dalla mia memoria e mi sembra proprio azzeccata… ecco il testo:

Battimani
S. Menegale

Quante cose rompi quando giochi con le mani?
Non lo so, non lo so.
Quante le promesse che mi fai fino a domani?
Non lo so, non lo so.
Dai papi, vieni che ho inventato un gioco,
è tanto bello ti divertirai,
non è difficile, ci vuole poco:
mani batti a battimani con le mie, tue, mie.
Mani a goccia, mani a boccia, marameo. Oh...
Mani a coccodrillo, mani a come stai. Oh...
Donare un fiore con tanto amore
per dare un gesto a chi non ce l'ha.
Tirare un sasso, uno schiaffo grosso
a tutti quelli che han le mani
soltanto per far male, male, male...
Mani a barca, mani in tasca, marameo. Oh...
Mani a onde della radio, mare mio
Canta, canta che canto anch'io.
(Interludio)
Quanto cioccolato impiastricciato con le mani?
Non lo so, non lo so.
Quante le promesse per giocar fino a domani?
Non lo so, non lo so.
Dai papi, vieni che ho inventato un gioco,
è tanto bello ti divertirai,
sei tanto buono, non sei mangiafuoco
mani batti a battimani con le mie, tue, mie.
Mani a sasso, mani a carta, a cin ciun ciao
taglia la forbice il gatto fa miao.
Mani a bolla di sapone bocca mia
baci, baci alla fantasia.
Tu sei più bello del sole,
sei più buono di un cono
son grandi le tue mani,
forti le tue mani,
dolci le tue mani, papà.
Mani a goccia, mani a boccia, marameo. Oh...
Mani a coccodrillo, mani a come stai. Oh...
Dai papi, che sei bravo... Ancora...!
Mani a barca, mani in tasca, marameo.
Mani a onde della radio, mare mio,
Canta, canta che canto anch'io
Mani a goccia, mani a boccia, marameo. Oh...
Mani a coccodrillo, mani a come stai. Oh...

e il video!

questo post partecipa, come al solito in ritardo, all’iniziativa di piccolalory!

alla prossima, ciao!

linda

mercoledì 15 dicembre 2010

i diritti naturali di bimbi e bimbe: DIRITTO AL DIALOGO

eccoci –in cronico ritardo- all’appuntamento con i diritti naturali dei bimbi, oggi insieme a piccolalory parliamo di DIRITTO AL DIALOGO.

insieme al dialogo voglio metterci la comunicazione, che a mio parere è qualcosa di più ampio. comunque il senso profondo non cambia… i bambini hanno il {sacrosanto} diritto a vivere in un ambiente favorevole al dialogo, con persone disposte a comunicare. a comunicare nel senso primario della parola, cioè ma METTERE IN COMUNE qualcosa, un avvenimento, una sensazione, un pezzettino della propria vita.

non voglio dilungarmi come l’altra volta, solo alcuni punti che desidero mettere nero su bianco non tanto per voi che magari leggerete questo post, ma soprattutto per me. perché credo che tra tutti, il diritto al dialogo sia il più importante e voglio ricordarmi di queste riflessioni negli anni, quando magari l’età (dei figli), la stanchezza (mia) e le situazioni ci indurranno verso la tentazione di lasciar perdere e chiuderci nel silenzio…

- i bambini hanno diritto al dialogo, i genitori hanno il fermo dovere di ASCOLTARE. la comunicazione è uno scambio reciproco, un momento in cui ciascuno mette del suo ed è disposto ad accogliere l’altro per come è. il dialogo senza l’ascolto non esiste. altrimenti basterebbe la televisione e sappiamo tutti che la televisione insegna a parlare (e il più delle volte male…) ma non certo a comunicare!

- la comunicazione si “insegna” ai propri figli giorno per giorno… ricordiamoci che domani i nostri figli sapranno ascoltare nella misura in cui sono stati ascoltati da piccoli; sapranno dialogare come hanno visto fare a mamma e papà!

- non si comunica solo con le parole, anzi… spesso i silenzi sono più carichi di significati di un lungo discorso. è che richiede molto più impegno e molta pazienza comprendere le parole non dette! uno sguardo, un atteggiamento, una porta sbattuta, una carezza ci dicono molto se siamo disposti ad “ascoltare”.

basta mi fermo qui con le riflessioni, passiamo al lato “pratico”! purtroppo non ho foto di noemi intenta ad esercitarsi nella fine arte del dialogo, in verità volevo girare un video ma non ho proprio avuto il tempo… dovrete accontentarvi della mia descrizione.

noemi ha 13 mesi, siamo veramente a un punto di svolta nell’evoluzione delle sue capacità comunicative!

in principio -e per lungo tempo- lei comunicava e noi cercavamo di interpretare i suoi pianti, versetti, sguardi e indici puntati non si sa dove. e spesso sbagliavamo, probabilmente!

poi col tempo noemi ha capito che come “interpreti” del bambinese eravamo delle mezze schiappe e allora ha pensato bene di cominciare a comprendere alcune parole, di associare una faccia, un luogo, un ricordo alle parole che sentiva più spesso.

ma ora, abbiamo fatto il grande passo! adesso i nostri piccoli dialoghi li abbiamo veramente. eh intendiamoci, non è che credo di avere una figlia-fenomeno, mica discorriamo di scienza o filosofia… dialoghiamo per le capacità di una bimba unenne e per quanto riguarda gli argomenti rimaniamo nei suoi “campi di interesse”: pappa, coccole, animali, membri della famiglia, vestiario e poco più!

ma la rivoluzione rispetto a un paio di mesi fa è che non ci limitiamo più a lanciare un messaggio e sperare che l’altro in qualche nonbendefinito modo lo interpreti, ora sappiamo bene cosa dire, come dirlo, che “parole” usare. come ho già detto la comunicazione non è fatta solo di parole e così i nostri dialoghi sono un misto, parole, versi, segni, risatine, strizzate d’occhi!

ora le chiedo una cosa e noemi risponde. lei indica o chiama qualcosa e io la capisco (ok, se vogliamo proprio trovare il pelo nell’uovo… lei mi capisce quasi sempre io sono un po’ più zuccona!)

ecco un assaggio del vocabolario noemico:

mmm = mucca

na = miao

eh eh eh = tipo colpetti di tosse = pecora

da = campana

mano destra alzata come per chiedere la parola = sì!

mano alzata più risatina = certo che sì!

braccio disteso in avanti che oscilla a destra e sinistra = no!

dito indice nella narice + SSSSS = silenzio

mama = qualsiasi essere animato (compresi cane&gatto)

gn(o)na = qualsiasi essere animato, ma la nonna si illude che chiami lei!

…e tante tante altre paroline che si aggiungono giorno dopo giorno!

alla prossima!

linda

martedì 7 dicembre 2010

i diritti naturali di bimbi e bimbe: DIRITTO AGLI ODORI

continuiamo il nostro viaggio insieme a piccolalory alla scoperta dei diritti naturali di bimbi e bimbe, oggi nasini ben aperti… si parla di DIRITTO AGLI ODORI, ovvero a “a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura”.

{gli organi si senso sono il canale di comunicazione tra  il mondo esterno e il nostro sistema nervoso, cioè la strada obbligata attraverso cui gli stimoli esterni vengono percepiti dal nostro cervello. il mondo si conosce attraverso i sensi (volutamente ho omesso il numero 5, perché la divisione in cinque sensi è un prodotto culturale tutt’altro che universale, ma questa è un’altra storia!)

tutto ciò che conosciamo lo conosciamo perché l’abbiamo “incontrato” con gli occhi, la bocca, le orecchie, la pelle, il naso. non c’è altro modo di percepire la realtà se non affidarsi agli organi di senso.

gli uomini hanno a disposizione differenti canali sensoriali. utilizzandoli tutti la conoscenza della realtà che ci sta intorno sarà senza dubbio più approfondita e variegata. ecco dunque l’importanza di educare all’uso di tutti i canali sensoriali a nostra disposizione e il diritto (dei bimbi ma non solo!) a sperimentare la realtà con tutto il corpo, naso compreso.

l’odorato riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita quotidiana:

è il senso che ci accompagna dal primo all’ultimo giorno della nostra vita. quando un bambino viene al mondo, a differenza della vista, l’olfatto è già completamente sviluppato e consente al piccolo di avere un primo contatto del mondo che o circonda, l’odore della mamma, l’odore le latte, della propria culla…

l’olfatto è un senso che –difficilmente- possiamo escludere, se possiamo chiudere gli occhi davanti a immagini che non desideriamo vedere o metterci dei tappi nelle orecchie per evitare i rumori sgradevoli, non possiamo evitare di percepire gli odori, se non per i pochi secondi in cui riusciamo a trattenere il respiro!

inoltre l’olfatto ha un ruolo determinante nell’alimentazione, ciò che comunemente chiamiamo “gusto” dei cibi in realtà è percepito attraverso il naso, provate a tapparvi il naso mentre mangiate una succulenta fetta di salame o magari bevete un sorso di vino… non ne distinguerete il sapore!

gli odori sono una parte importante e imprescindibile della nostra quotidianità. il discorso sembrerebbe non fare una grinza, ma… c’è un ma!

nonostante, l’importanza che riveste nella vita di tutti i giorni, l’olfatto è un senso poco considerato nelle società occidentali (non è così in altre parte del mondo, anzi!)

già dal ‘700 il baricentro si è spostato sempre di più verso la vista e l’occhio si è guadagnato il predominio su naso, orecchie &co. l’olfatto è stato considerato (anche da un certo signor kant…) il senso che più ci avvicina alle bestie e per questo accantonato e maltrattato.

che la nostra società sia prettamente visiva è noto –e che gli inglesi dicano “i see”  per dire “ho capito” la dice lunga!- tuttavia questa classifica dei sensi è stata dettata da fattori culturali, e infatti in molte parti del mondo sono l’olfatto e gli altri sensi ad avere un “posto d’onore” e la vista ad essere poco considerata.

ma torniamo ai nostri nasi… nasi anestetizzati e isolati dalla nostra mania di coprire gli odori, pulire e disinfettare.

i nasi –nostri e dei nostri bimbi- vanno (ri)educati agli odori: a godere di quelli conosciuti ma anche (e direi soprattutto) a sperimentare gli odori degli altri.

come per molti altri aspetti della nostra vita, ciò che abbiamo conosciuto e incontrato fin dall’infanzia ci appare “normale” tanto da passare inosservato, mentre ciò che è “diverso” desta subito la nostra attenzione. così, siamo talmente abituati a sentire gli odori che ci circondano quotidianamente da essere quasi insensibili ad essi, mentre siamo facilmente colpiti da odori sconosciuti e strani. il pericolo, in questi casi, è di etichettare qualcosa di sconosciuto come negativo e infatti i discorsi razzisti, in ogni luogo e in ogni tempo, si aggrappano agli odori per connotare negativamente un gruppo etnico (è stato fatto con gli ebrei, i neri, gli italiani in america  e molti altri)

potrei continuare il discorso, ma –prima che vi addormentiate-  è meglio che mi fermi qui. }

scusate, la divagazione. ma questo tema mi ha riportato ad argomenti studiati tempo fa e a cui sono particolarmente legata! mi sono lasciata prendere un po’ la mano, ma sono cose che mi stanno a cuore e che voglio mettere al primo posto nell’educazione di mia figlia.

spero di non avervi annoiati a morte… se qualche coraggioso volesse saperne di più, può leggere questo bel libro (click sulla foto per leggere la recensione!):  image

sì, ok. bella questa parentesi antropologica, ma… in pratica?!

in pratica possiamo educare i nostri bimbi a non  bollare ogni odore inusuale come puzza, possiamo aiutarli a dare una sembianza agli odori nuovi {per esempio provando a cucinare con alcune spezie normalmente non utilizzate nella nostra cucina mediterranea. ad esempio il curry per me aveva un odore terrificante, ma vederlo e mangiarlo ha mitigato il mio giudizio ;-) }

e poi possiamo aiutarli a non lasciare che il loro naso si “addormenti”, con un bel gioco educativo: il memory olfattivo.

QUI trovate una versione casalinga.

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QUI una versione acquistabile, mi sembra un’ottima idea per un regalo di natale!

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alla prossima,

linda

mercoledì 1 dicembre 2010

i diritti naturali di bimbi e bimbe: DIRITTO A SPORCARSI

appuntamento del martedì con l’iniziativa di giorno per giorno; oggi ci “sporchiamo” insieme a piccolalory e alla sua lety!

~ ~ ~

i bambini hanno diritto a sporcarsi: a mettere le mani in pasta, a manipolare, spiaccicare, schiacciare, impastare, modellare. il mondo si conosce anche così.

rivendico per i bimbi e le bimbe il diritto a giocare con tutto ciò che madre natura ci ha donato: erba, terra, sassi, legnetti, acqua, foglie, fiori.

i bimbini hanno diritto a sporcarsi, ogni macchia è un mattoncino che accresce la loro conoscenza del mondo, un tassello di quello che saranno domani.

ecco come si sporca la piccola noemi:

2

1

3  

c’era una volta una bimba che non ne voleva sapere di mangiare e un paio di genitori che non potevano fare a meno di innervosirsi e preoccuparsi. eravamo noi 3, ovviamente.

poi poco alla volta lasciando che noemi  mettesse le manine nella pappa, che pasticciasse, che provasse a pizzicare qualche briciola dal vassoio la situazione è migliorata.

ora la piccola pasticciona prova a mescolare e addirittura a mangiare da sola col suo cucchiaino, con buona pace dei miei vestiti, del seggiolone e dell’intera cucina ;-) siccome non riesce ancora bene a riempire il cucchiaio, prende la pappa con una manina per caricarla sul cucchiaino e metterla in bocca, o sul, naso o sui capelli…

ah, dimenticavo, se i bambini hanno il sacrosanto diritto a sporcarsi le mamme hanno il dovere di lasciare un po’ di sporco in giro per casa: un po’ di polvere qua e là, vetri mai del tutto puliti, un tantino di disordine. altrimenti come fanno i pargoli a sporcarsi?

come? vi sembra una scusa bella e buona?! ma va… ;-)

martedì 23 novembre 2010

i diritti naturali di bimbi e bimbe: DIRITTO ALL’OZIO

raccolgo l’invito di piccolalory che la settimana scorsa ha pubblicato questo decalogo dei diritti naturali dei bimbi e delle bimbe, lo conoscevo perché me lo consegnarono al corso pre-parto. già allora condividevo lo spirito e il significato di questi diritti, volevo addirittura incorniciarlo e metterlo in cameretta, cosa che non sono {ancora} riuscita a fare.

comunque, colgo la palla al balzo per tornare a riflettere su questi diritti, per cercare la nostra via personale per metterli in pratica…

ogni martedì metteremo a fuoco uno di questi diritti… farà bene ai nostri bimbi e farà bene a noi stessi!

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e oggi è la giornata dedicata all’OZIO: “il diritto all’ozio – a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti”

ozio, ozio, ozio… a prima vista questa parola mi è sembrata stonata, è una parola che oggi ha un significato decisamente negativo. non si dice forse che “l’ozio è il padre dei vizi”?

come può essere un diritto per i bimbi, come può aiutarli a crescere meglio?

quando una parola fa un po’ la misteriosa mi piace scoprirne l’origine etimologica, mi aiuta a capirne fino in fondo il significato {scusate, è evidentemente deformazione professionale…}

sono andata a spulciare e… sorpresa!

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ozio viene da una parola latina che non significa “me ne sto qui a far nulla e a perdere tempo” come si potrebbe credere, ma “sto bene”.

poi ovviamente col tempo la parola ha assunto il significato negativo che ben conosciamo.

ma l’origine mi sembra illuminante:  STO BENE, non mi serve nient’altro per essere felice, non corsi, eventi, o giornate iper-pianificate. cioè l’ozio è il momento in cui uno non si sente oppresso, vincolato, organizzato dalle attività da fare ma libero e quindi felice!

ora, la realtà non è bianca o nera, ma ricca di sfumature. non si tratta di scegliere tra una vita organizzata e sincronizzata fin nei minimi dettagli o un’esistenza sregolata e lasciata al caso. è ovvio che nessuna delle due scelte farebbe “crescere bene” un bambino.

ma il punto è che spesso per necessità o comodità siamo portati a far prevalere la modalità “vita programmata” tanto per noi quanto per i nostri figli. per me il significato del DIRITTO ALL’OZIO sta proprio nell’abituarsi –di tanto in tanto, quando possibile- a schiacciare quel bottone per mettere in stand-by la nostra “giornata programmata” e passare un po’ di tempo in ozio, per stare bene!

è certamente questo l’ozio che voglio far sperimentare a mia figlia! a volte potrà tradursi nel “non far nulla”, ma non necessariamente.

ma allora, in pratica, cosa si dovrebbe fare? secondo me basta lasciarsi stupire dalle piccole cose; basta lasciarsi cullare dagli eventi inaspettati piuttosto che farsi spaventare da essi; basta liberare la nostra fantasia e la nostra creatività. che per un bambino {ma non solo!} può significare:

lasciarsi cadere su un prato e stupirsi guardando le nuvole che camminano in cielo…

mettersi a contare le matite cadute per terra, facendole diventare i personaggi delle nostre favole…

giocare con le ombre proiettate su un muro…

 mosaic photo credits: 1. Dancing clouds - Nuvole danzanti, 2. matite colorate, 3. Ombres fraternelles de mes fils

questo è l’ozio, secondo me.

a martedì, per andare DIRITTI ai DIRITTI!